Monti Dauni | A TROIA LA PRIMA TRANSUMANZA DOPO IL RICONOSCIMENTO UNESCO
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A TROIA LA PRIMA TRANSUMANZA DOPO IL RICONOSCIMENTO UNESCO

A TROIA LA PRIMA TRANSUMANZA DOPO IL RICONOSCIMENTO UNESCO

Il 22 dicembre, il gregge dei Fratelli Carrino attraverserà la città di Troia per il ritorno a valle partendo dai pascoli dei Monti Dauni dove hanno trascorso estate e autunno. Dopo il riconoscimento come bene immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco, la transumanza che attraverserà Troia sarà il primo evento, in assoluto.

“E’ un momento attesissimo dai pastori, e anche da noi, qui a Troia, che da qualche anno dedichiamo alla transumanza un’intera giornata di festa” dice la vice sindaco di Troia, Antonella Capozzo “Il riconoscimento da parte dell’Unesco è il coronamento di un sogno, e con il passaggio delle greggi dei fratelli Carrino rendiamo omaggio, per primi, alla transumanza quale patrimonio culturale immateriale dell’Umanità”.

I pastori transumanti guideranno le pecore lungo il tratturello Camporeale- Foggia, diramazione del regio tratturo Candela – Pescasseroli, le antiche strade erbose e silenziose che dalla montagna si allungano sul Tavoliere, ricalcando la via Traiana e la Francigena, per arrivare in pianura, dove le condizioni climatiche invernali saranno migliori.

“Scenderemo dai pascoli dei Monti Dauni, da Orsara di Puglia, dove abbiamo alcuni degli stazzi che hanno ospitato da giugno scorso il nostro gregge” dice Cristoforo Carrino, allevatore e veterinario, che con i fratelli guida l’azienda di famiglia a San Giusto, piccolo e antico borgo rurale tra Lucera e Troia “Una parte è già stata condotta a valle, e con la transumanza di domenica prossima trasferiremo altri trecento capi delle oltre mille pecore della nostra azienda”.

Il gregge attraverserà corso Regina Margherita a Troia, lo stesso percorso, ma a ritroso, fatto in giugno per raggiungere i pascoli estivi. L’arrivo è previsto  tra le 9.30 e le 10.00. Ad attendere il passaggio ci sarà l’amministrazione comunale, la delegazione del Club per l’Unesco di Alberona – Monti Dauni, guidata dalla presidente, Orfina Scrocco, e naturalmente l’Associazione Regionale Allevatori Pugliesi che anche questa volta contribuisce ad organizzare la manifestazione in città. Sarà una giornata di festa per Troia e per i tanti appassionati di tradizioni, di vita rurale.

Per l’occasione, i soci del Museo Vivente della Civiltà Contadina di Troia, allestiranno, lungo il percorso postazioni che riproporranno scene di vita contadina, con attrezzi e corredi utilizzati dai  pastori transumanti.

“La riscoperta della cultura rurale può diventare un punto di forza della nostra economia turistica – sottolinea Rosalia Di Mucci, delegata al turismo dell’amministrazione comunale di Troia – Il riconoscimento della transumanza come bene culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco è un punto di forza su cui fare leva per mettere a punto una programmazione dedicata al turismo slow, a quello esperienziale che alcune aziende del territorio già propongono”.

Il passaggio delle greggi, il silenzio delle strade dei nostri piccoli borghi rotto dal suono dei campanelli, dal belato degli agnelli ha un fascino irresistibile per grandi e piccini.  A praticare la transumanza come i fratelli Carrino, qui in Capitanata, attraversata da due tratturi regi e ricamata da una fittissima rete di tratturelli e bracci, sono rimasti in pochi.  “La transumanza non è solo tradizione, ma una vera e propria scelta di vita, di essere allevatori, e quindi di fare impresa, economia secondo un preciso modello e criteri – dice ancora Cristoforo Carrino – Continueremo a praticare la transumanza perché crediamo nella sostenibilità, nel valore della terra, nel rispetto degli animali. Per noi, allevatori transumanti,  la cura dell’ambiente naturale e del paesaggio sono fondamentali”.

Quella dei fratelli Carrino è un’azienda storica, nata sul territorio proprio grazie alla transumanza. Originari di Frosolone, provincia di Isernia, da parte di padre, i Carrino continuando nel solco della tradizione hanno creato una delle più belle realtà zootecniche di Puglia. Nell’azienda di famiglia, un’antica masseria a borgo San Giusto, oltre alle pecore, allevano, cavalli, asini, mucche podoliche, bufali, e dato vita ad una filiera completa, che va dalla produzione e trasformazione di latte, formaggi e latticini, alla lavorazione della lana.

“I fratelli Carrino sono un esempio di com’è possibile fare economia sana e  moderna anche in un comparto difficile come quello zootecnico – dichiara Urbano Di Pierro, delegato all’agricoltura del Comune di Troia – questa è l’economia che ci piace: sostenibile, fortemente legata alle tipicità dei territori in tutte le sue espressioni.  Se oggi la transumanza è patrimonio dell’umanità lo dobbiamo a uomini e donne che alla cura degli animali, dell’ambiente in cui vivono dedicano, ogni giorno, passione, sacrificio e rispetto, e noi abbiamo il dovere di preservare un patrimonio immenso di conoscenza e  modello di economia”



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