Monti Dauni | ROCCHETTA SANTANTONIO
16907
localita-template-default,single,single-localita,postid-16907,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-content-sidebar-responsive,columns-4,qode-theme-ver-10.1.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive
 

ROCCHETTA SANTANTONIO

ROCCHETTA SANT’ANTONIO

Rocchetta Sant’Antonio si distingue per il suo centro storico caratteristico e ricco di attrattori dal quale è possibile ammirare il castello d’Aquino. Immerso in un contesto naturalistico di forte fascino, il borgo si è dotato di un efficiente servizio di segnaletica di informazione in grado di accompagnare il visitatore alla scoperta delle ricchezze del luogo.

DA VEDERE

Circondato dai campi di grano che trasformano il paesaggio di stagione in stagione, Rocchetta S. Antonio è l’ultimo paese della provincia di Foggia, al confine con la Campania e la Basilicata.Di origini antichissime, il borgo è caratterizzato dal cinquecentesco Castello D’Aquino di forma poligonale, interessante esempio di architettura rinascimentale impreziosito dalla torre ogivale, simile alla prua di una nave, probabilmente realizzata su disegno di Francesco Di Giorgio Martini. Il castello edificato da Ladislao II d'Aquino, marchese di Corato e consigliere di Federico d'Aragona, che nel 1501 gli offrì la signoria di Rocchetta. Nel 1507 il castello era già edificato, come testimonia l’epigrafe sotto lo stemma del casato. Fu costruito per fasto della casa nobiliare dei d'Aquino, anche se la torre merlata ogivale, unica nel suo genere, che raffigura una prua di una nave, poteva essere un baluardo difensivo capace di resistere meglio ai colpi di bombarda e di cannone. Il castello è stato costruito con pietre calcaree di colore giallo-ocra tipiche del luogo. Ladislao II non dimorò a lungo nel castello perché, decaduti gli Aragonesi, fu spogliato dei suoi beni e, quindi, anche del feudo di Rocchetta. Quest'ultimo, passato attraverso varie famiglie, giunse nel 1609 nelle mani di Andrea Doria; nel 1849 la famiglia Doria lo vendette ai Piccolo, attuali proprietari.Quasi in un gioco prospettico, nel centro storico si alternano diversi palazzi medievali, rinascimentali e piccole casette creando un’atmosfera tipica e armoniosa che ricorda la fondazione normanna nella parte alta del centro cittadino e quella medievale lungo le vie che conducono al castello.Degna di nota la Chiesa Matrice del paese, intitolata inizialmente a S. Antonio Abate e oggi dedicata all’Assunzione della Beata Vergine Maria, eretta tra il 1754 e il 1768. Al suo interno i maestosi altari del Cimafonte e diverse tele e opere d’arte tra cui la cinquecentesca Madonna del Cardellino del Giaquinto. Particolarmente suggestivo il campanile, con torre ottagonale coronata da una cupolina cuspidata maiolicata.Rimandi alla forte impronta religiosa del borgo si ritrovano nella settecentesca Chiesa della Maddalena con la peculiarità del suo prospetto con le due torri campanarie, nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie del XVI sec. e nella Chiesa di San Giuseppe, piccola chiesetta del XIV sec. anticamente annessa al Castello.Il borgo è noto inoltre per le sue numerose fontane e, in particolare, per quella di Pescarella dalla quale sgorga un’acqua dal sapore dolciastro e dagli effetti benefici.

DA FARE

Gli amanti della natura hanno la possibilità di godere della ricca fauna del bosco comunale di Bosco Difesa-Serra Fontana. Molto interessante è anche scendere a valle per ripercorrere le sponde del fiume Ofanto, il più lungo del sud Italia dove i più fortunati potranno incontrare la lontra, animale molto schivo sinonimo di habitat incontaminato.

EVENTI E FESTE

Il 16 e 17 gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate, patrono del paese, con una tradizionale fiaccolata cui seguono un buffet presso il municipio e fuochi pirotecnici. Nell’occasione si svolge anche una suggestiva gara degli spettacolari falò, a memoria del santo che con il fuoco difese il paese dai barbari . Il giorno successivo vi è la tradizionale benedizione del bestiame e la Sagra del Soffritto.Il 15 agosto, primo giorno della Festa della Madonna del Pozzo, la comunità di Rocchetta si reca presso l’omonimo Santuario per dar via ai festeggiamenti patronali del paese. La statua viene portata di notte in paese, dove “incontra” anche il compatrono S. Rocco. Suggestiva la processione lungo l'antico tratturo di circa 3 km dove l'effige viene portata a spalla dalla popolazione, mentre si crea un gioco di luci con l'accensione delle stoppie laterali al tratturo per illuminare la via alla Vergine del Pozzo.Sempre ad agosto, il 23 si svolge il Palio tra le quattro contrade del borgo in cui si rievoca l’assedio del castello con il suo incendio e si conclude con una cena medievale.Il 10 settembre si celebra l’anniversario della morte della concittadina scrittrice Maria Teresa Di Lascia, vincitrice del Premio Strega 1995, con il Premio Letterario a lei dedicato.L’8 dicembre in occasione della Festa Immacolata inizia l’allestimento dei caratteristici Presepi che verranno smantellati il 17 gennaio in occasione della festa patronale.

Eventi in programma


Nessun elemento

INFO UTILI

LE AZIENDE

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE