Monti Dauni | ROSETO VALFORTORE
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ROSETO VALFORTORE

ROSETO VALFORTORE

È un ricamo di scalpellino, ai piedi dei Monti Dauni, Roseto Valfortore, tra i borghi più belli d’Italia, adagiata sul pendio che scende nella valle del fiume Fortore. Il borgo antico, scolpito dai maestri della pietra locali, si scopre lentamente varcando l’Arco della Terra e attraversando il Rione Sottosanti, un dedalo di vicoletti e archi. Da qui si giunge alla Chiesa Madre e l’itinerario continua, sfiorando l’anfiteatro in via Coste, una scenografica gradinata che accoglie spettacoli e concerti e da cui si gode un suggestivo panorama.
Fuori dal centro abitato, anche la natura lascia a bocca aperta nel Bosco Vetruscelli, regno di lupi e orchidee selvatiche, dove zampillano le acque sorgive e si va a caccia di tartufi neri, specialità del paese.
Caratteristica di Roseto sono i mulini ad acqua, che un tempo popolavano il territorio e che oggi sono racchiusi nel complesso del Mulino Vecchio a monte e del Mulino a Valle, restaurati di recente. Retaggio dell’antico passato agricolo del borgo, oggi il complesso è arricchito dal Museo di Arte Antica, una piscina e un’area pic-nic.

DA VEDERE

La Chiesa Madre di Santa Maria Assunta è uno dei monumenti storici più importanti del paese. La chiesa, un maestoso edificio in pietra, fu edificata nel 1507 dal feudatario Bartolomeo III di Capua, che fra il Quattrocento e il Cinquecento portò Roseto al suo massimo splendore, su un pre-esistente luogo di culto che si presuppone risalisse al 752 d.C. anno in cui si trovano le prime citazioni di ``Rosito``. Nei secoli la chiesa ha subito diverse trasformazioni, a partire dai primi anni dell’800 fino al dopoguerra nel 1945. Le più radicali portarono all’attuale struttura, inglobando abitazioni attigue, con l’aggiunta del Cappellone e l’innalzamento della volta centrale. Degni di nota sono la magnifica balaustra di ingresso, con pannelli in pietra lavorata del ’500, l’architrave con iscrizione del 1507 sulla porta secondaria, la splendida acquasantiera del 1598, il campanile con tetto quadrato e terrazzo ed infine le 2 lastre sepolcrali in alto rilievo murate in via Sottosanti raffiguranti due nobili nel sonno della morte, tutti ad opera degli scalpellini locali. Il Palazzo del Marchese, anch’esso fatto edificare da Bartolomeo III di Capua, caratterizza la Piazza Vecchia con il suo imponente torrione circolare. Costruito di recente in seguito alla ristrutturazione di vecchi fabbricati, il bellissimo anfiteatro di Roseto si raggiunge da via Coste. Dalle sue ampie gradinate gli spettatori possono assistere a concerti e spettacoli, e gli fanno da scenario sia il borgo antico che il bosco Vetruscelli. I dintorni del paese sono caratterizzati da un ambiente naturale di elevato pregio per la diversità biologica e del paesaggio. In particolare il Bosco Vetruscelli, con le sue numerose sorgenti e la fioritura delle orchidee selvatiche, che hanno determinato il nome della città nell’antico Rosito, rappresenta un patrimonio prezioso sia per la ricchezza della vegetazione che per la presenza di molte specie animali, tra le quali lupo, gatto selvatico, tasso, cinghiale, ghiro, oltre ad un’ interessante varietà di rapaci, sia diurni che notturni. Caratterizzato dalla presenza di latifoglie con una rilevante presenza di faggi, ma anche di pregiate specie floreali quali orchidee, primule e bucaneve, il Bosco Vetruscelli, decantato dai rosetani come “un vasto incanto di mistero”, è meta di escursioni che partono direttamente dal centro abitato, dal quale si diramano vari sentieri percorribili sia a piedi che in mountain bike. Notevole esempio di archeologia industriale, i Mulini ad Acqua di Roseto Valfortore rappresentano un unicum nel quadro degli opifici industriali della regione, sia per la loro articolazione che per la loro maestosità. Sulle rive del fiume Fortore, il complesso molitorio presenta due edifici posti in successione, uno a monte e l’altro a valle della strada Mulini, collegati da un grande canale di adduzione dell’acqua, con la grande macina in pietra azionata da una ruota che traeva la sua energia dall’acqua. Oggi ristrutturata la struttura ha valenza culturale e didattica. E' dotata di tre piscine, aree e percorsi attrezzati per gli escursionisti, di un Museo di Arte Antica con attrezzi e utensili, un casolare ristrutturato per il pernottamento e un parco giochi per i bambini.

DA FARE

Da non perdere la visita al primo mulino ad acqua che risale al 1338, restaurato per volontà del Comune, che ha così riportato alla luce un bene culturale di inestimabile valore dell’opera degli scalpellini rosetani. Portali, colonne, bassorilievi furono realizzati da questi maestri che per secoli hanno lavorato la pietra della locale cava, situata a sud di Roseto.
Ma è la natura a dettar legge, infatti Roseto conserva un ambiente di elevato pregio per la diversità biologica e paesaggistica testimoniata anche dalla presenza del lupo, che si può visitare andando per boschi, magari partecipando ad una attività di orienteering nel bosco.
Una passeggiata tra i vicoli del centro storico di Roseto Valfortore vi permetterà di conoscere gli scorci più belli di questo delizioso borgo medievale, riconosciuto dall’Anci come uno dei più belli d’Italia.

EVENTI E FESTE

La processione del Venerdì Santo a Roseto Valfortore è uno degli eventi religiosi più antichi e suggestivi del Sud Italia. E’ una rappresentazione vivente con la partecipazione di oltre cinquanta figuranti ad eccezione di Gesù, impersonato da una statua di cartapesta, della Madonna e di San Giovanni, testimonianze dell’antica arte napoletana delle statue in conocchia (statue, cioè, che hanno scolpiti soltanto testa, braccia e piedi, legati da un'intelaiatura in legno ricoperta dal vestito). Altra particolarità è il percorso in salita come metafora della Via Crucis e del sacrificio di Gesù Cristo.
Il 29 giugno a Roseto Valfortore torna la Fiera del prodotto tipico e dell'artigianato locale. Organizzata dalla Pro Loco e patrocinata dall'Amministrazione Comunale, dal GAL Meridaunia e da Coldiretti Foggia, la rassegna mira a consolidare il rapporto tra produttori e consumatori sempre più alla ricerca della qualità.
Ad agosto, nella seconda domenica, si celebra la Sagra del Tartufo, che insieme al miele è il simbolo dell’enogastronomia rosetana. Il tartufo locale, scorzone in dialetto locale, è nero dal sapore intenso ed arricchisce tantissime specialità gastronomiche locali.

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