Monti Dauni | SNAI nella legge di bilancio, il sindaco di Biccari: “La condizione dei piccoli comuni emergenza nazionale”
18661
post-template-default,single,single-post,postid-18661,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-content-sidebar-responsive,columns-4,qode-theme-ver-10.1.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive
 

SNAI nella legge di bilancio, il sindaco di Biccari: “La condizione dei piccoli comuni emergenza nazionale”

SNAI nella legge di bilancio, il sindaco di Biccari: “La condizione dei piccoli comuni emergenza nazionale”


La Strategia nazionale per le aree interne torna nella legge di bilancio. Con tre articoli nati da un’azione istituzionale di Uncem verso i Parlamentari e il Governo, ottenendo stanziamenti buoni e un impegno politico volto a fermare spopolamento e abbandono delle zone montane e rurali, più lontane dai servizi, del Paese. 200 milioni di euro per ampliare la Snai con nuove aree, dopo le prime 72 “pilota” finanziate con fondi statali e regionali dal 2013 a oggi. Altri 90 milioni in tre anni per un nuovo fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali nei Comuni delle aree interne. La notizia trova immediatamente pronto il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna, che la commenta così:  “La Legge di Bilancio 2020 stanzia ulteriori fondi per la Strategia Nazionale delle Aree Interne. Non tantissimi, a dire il vero. Ma è pur sempre una buona notizia.

Non vorrei però che la SNAI si riducesse ad una mera questione economica e ad una stagione provvisoria con qualche finanziamento in più per aree abituate alla carestia. I soldi sono importanti ma, obiettivamente, non saranno mai abbastanza e non arriveranno mai in tempo per tutti e tutto.
Già perché c’è una variabile, quella del “tempo”, che pochi considerano. Per i#piccolicomuni il tempo si sta esaurendo. In molti casi si parla di un paio di decenni ancora. Niente di più.
Ed allora, forse, sarebbe necessario rafforzare da subito la portata “politica” della Strategia. Se fossi il ministro Peppe Provenzano, ad esempio, farei del 2020 l’anno della “Restanza”. Chiamerei a Roma i sindaci capofila di tutte le aree interne (io non sono tra questi) per il primo grande processo di costruzione condivisa del Piano di Salvataggio dei Piccoli Comuni. Sarebbe un grande riconoscimento politico a chi opera in periferia, un enorme segno di attenzione per chi rappresenta in prima linea le istituzioni ed uno straordinario strumento per favorire soluzioni generative e non standardizzate per territori così diversi.
Un modo concreto per rovesciare la piramide e dire: la condizione dei piccoli paesi è un problema nazionale, straordinario, urgente e coinvolgente. Affrontiamolo insieme”.



torna a Notizie e Multimedia