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Riferiti a storiche vicende risalenti al periodo svevo-angioino, ed in particolare dalla vittoria del Cristianesimo sull'Islam, il "Corteo Storico di Lucera" ed il "Torneo delle Chiavi" sono manifestazioni ricche di suggestione, di folclore, di storia e al tempo stesso di festa.
Il "Torneo delle Chiavi" è la rievocazione storica di alcuni giochi medievali che si tenevano a Lucera per concedere al popolo qualche ora di svago.
Nell’arena dell'Anfiteatro Romano si da vita ad alcune prove di forza (tiro alla fune) e di abilità (tiro con la balestra, tiro con l'arco, lotta con i bastoni, corsa con le giare, quintana, albero della cuccagna) tra i rappresentanti delle cinque Porte (i "rioni") in cui si divideva anticamente la città. Le cinque squadre prendono il nome di ciascuna delle antiche Porte di accesso, così come le fece costruire, assieme alle mura di cinta Roberto d'Angiò: Porta Troia, Porta Foggia, Porta Albana, Porta San Giacomo e Porta San Severo.
Ai vincitori del torneo viene assegnato, fino alla gara dell'anno successivo, il Palio o Arma della Città, che consiste in un'insegna trecentesca formata da un leone rampante in campo azzurro, inalberante un vessillo sul quale è raffigurata S. Maria Patrona col Bambino. L'ambito stendardo viene portato in processione il 14 agosto, ricorrenza della liberazione della città dall'occupazione saracena, e consegnato simbolicamente alla Patrona al termine di un'altra suggestiva manifestazione: il "Corteo Storico", una sfilata di centinaia di figuranti in costumi d'epoca a ricordo di quanto effettivamente avvenne la sera del 14 agosto 1300, l'anno del Giubileo voluto da Bonifacio VII, quando il condottiero Pipino da Barletta entrò in città, apprestandosi a sconfiggere l'ultima colonia araba di Lucera, voluta dall'eretico Federico II di Svevia, rifondando così la città cattolica.
