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Museo di Archeologia Urbana "Giuseppe Fiorelli" di Lucera

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Il museo è intitolato all’archeologo napoletano, ma di origine lucerine, Giuseppe Fiorelli, primo promotore di scavi scientifici nell'area di Pompei

Il polo espositivo fu formalmente istituito nel 1905, grazie alle donazioni di diverse famiglie lucerine, ma già dagli '70 del '800 venne allestito un antiquarium cittadino in due sale a piano terra in Palazzo Mozzagrugno (sede municipale). Il Museo venne quindi allocato nei locali del bel Palazzo Cavalli – de’ Nicastri nel 1936 ed oggi presenta reperti archeologici che vanno dalla Preistoria al Medioevo

La sezione relativa all'età preistorica è ospitata al piano terra ed è costituita da armi in selce e in bronzo, ceramica preromana daunia, ceramica apula a figure rosse e a vernice nera.

La sezione di archeologia classica è allestita al primo piano e si fa vanto della Stipe votiva del Salvatore, costituita da ex voto anatomici in terracotta (mani, piedi, gambe, organi genitali, mammelle, ecc.). Di una bellezza sublime sono poi la testa di Minerva e lo splendido busto frammentario d Proserpina (o Venere) e la statua della Venere pudica. La collezione inoltre annovera elementi architettonici, come antefisse acroteri, lastre incise, statue di animali, infanti in fasce, teste e statue di giovinetti e di fanciulle, maschere, statue virili in abito greco e romano, ecc.

Di particolare interesse sono le pavimentazioni musive esposte: quella più estesa policroma e a decorazioni geometriche e scene di ambiente marino proviene dalle Terme di Piazza Nocelli.

La sezione di archeologia paleocristiana è rappresentata da due decorazioni a mosaico, parte della pavimentazione di una basilica paleocristiana, e altri reperti provenienti dagli scavi di San Giusto (una colonna, una tomba a cappuccina, monete tardoantiche, due pesi monetari bizantini, ecc.)

La sezione di archeologia medievale offre splendide testimonianze della Lucera saracena di Federico II, come le ceramiche invetriate saracene; un elmo pentolare ritrovato nella fortezza Svevo angioina; capitelli e le chiavi di volta provenienti dal palatium svevo, etc..

Il Palazzo Cavalli - de' Nicastri presenta ancora molti degli arredi originali: ulteriore motivo per visitarlo.

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